È questo il momento di proteggersi con la vaccinazione, soprattutto per anziani e persone fragili.
- SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia clinica): vaccinare i bambini significa proteggere loro e contribuire a ridurre la circolazione dell’influenza nelle famiglie e nelle comunità.
- AIPO-ITS/ETS (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri): per chi convive con una patologia respiratoria cronica, prevenire le infezioni significa ridurre il rischio di riacutizzazioni, ricoveri e conseguenze severe.
- FederAsma e Allergie ODV: per le persone fragili la vaccinazione è uno strumento concreto di protezione e un’opportunità di prevenzione da cogliere nei tempi corretti.
Milano, 1 ottobre 2026 – Temperature ancora miti e giornate che sembrano prolungare l’estate non devono trarre in inganno. Con l’arrivo dell’autunno prende il via anche la nuova stagione delle infezioni respiratorie. Inizia, insieme ad essa, la campagna di vaccinazione antinfluenzale.
Aspettare che arrivi il freddo per pensare alla prevenzione è un errore. La vaccinazione va programmata secondo il calendario stagionale, così da arrivare preparati quando la circolazione del virus entrerà nel vivo.
Una stagione respiratoria da affrontare senza allarmismi, ma con prudenza
Le prime indicazioni internazionali non fanno prevedere necessariamente una stagione più pesante delle precedenti. L’andamento effettivo dipenderà però da numerosi fattori, comprese le condizioni meteorologiche e la contemporanea circolazione di diversi virus respiratori.
Influenza, SARS-CoV-2, virus respiratorio sinciziale e altri virus tipici della stagione fredda contribuiranno a comporre il quadro epidemiologico dei prossimi mesi.
“Le temperature miti possono farci percepire l’influenza come qualcosa di ancora lontano, ma non devono diventare un motivo per rimandare la vaccinazione – spiega Fabrizio Pregliasco, virologo e Direttore scientifico dell’Osservatorio VirusRespiratori –. È possibile che il clima determini uno slittamento in avanti della vera partenza della stagione influenzale, ma già oggi vediamo circolare diverse forme simil-influenzali sostenute da altri virus respiratori.
L’esperienza ci insegna inoltre che intensità e tempistica della stagione possono cambiare rapidamente. Per questo il messaggio è semplice: non aspettiamo il freddo o l’aumento dei casi per proteggerci. La campagna vaccinale parte ora ed è questo il momento giusto per aderire, soprattutto per le persone anziane, fragili o con patologie croniche, per le quali influenza e altre infezioni respiratorie possono avere conseguenze importanti”.
Patologie respiratorie croniche: prevenire per ridurre il rischio di riacutizzazioni
La prevenzione assume un valore ancora maggiore per chi convive con una malattia respiratoria cronica. In questi pazienti un’infezione virale non rappresenta soltanto un episodio acuto. Può diventare il fattore scatenante di una riacutizzazione, con conseguenze sulla qualità di vita e, nelle forme più severe, rendere necessario il ricorso all’ospedale.
La vaccinazione diventa quindi parte integrante della strategia di protezione del paziente respiratorio.
“Vaccinarsi è proteggersi e proteggere chi ci circonda – dichiara Enrica Intini, Responsabile del Gruppo di studio Patologie Infettive Respiratorie e Tubercolosi di AIPO-ITS/ETS –. Sappiamo che a fronte del consueto picco invernale di infezioni virali, i pazienti respiratori cronici, e in particolare i più fragili, sono a rischio di riacutizzazioni che possono essere responsabili di ospedalizzazione e, nei casi più gravi, possono condurre a morte.
Prevenire è fondamentale, i vaccini sono un importante e sicuro strumento, e il mondo della Pneumologia, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante in termini di prevenzione. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) resta la terza causa di decessi nel mondo; che BPCO e asma insieme interessano il 15% della popolazione globale, e che considerando anche fibrosi, bronchiettasie e malati oncologici arriviamo al 20%.
Pertanto, è fondamentale intervenire a monte, dove è possibile, con un atto non solo di salute individuale, ma collettivo. La chiave di svolta è nella prevenzione, vaccinati!”
Vaccinazione antinfluenzale: proteggere anche i bambini
La vaccinazione antinfluenzale riguarda anche l’età pediatrica. I bambini hanno un ruolo importante nella circolazione dei virus respiratori, anche per la frequenza dei contatti in famiglia, a scuola e nei luoghi di socialità.
Prevenire l’influenza nei più piccoli ha quindi una duplice valenza. Significa ridurre il rischio individuale di malattia e delle sue possibili complicanze. Allo stesso tempo, contribuisce a limitare la trasmissione dell’infezione alle persone con cui i bambini entrano quotidianamente in contatto, compresi nonni e familiari fragili.
“L’influenza nel bambino non deve essere banalizzata e la vaccinazione rappresenta uno strumento di prevenzione sicuro e importante – sottolinea Michele Miraglia Del Giudice, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e Past President SIAIP –. La protezione può iniziare già dai 6 mesi di vita e oggi disponiamo di opzioni vaccinali che consentono di rispondere alle diverse età ed esigenze.
Vaccinare un bambino significa innanzitutto proteggere lui, riducendo il rischio di influenza e delle sue complicanze, ma significa anche contribuire a limitare la circolazione del virus all’interno della famiglia, a scuola e nella comunità. Il consiglio alle famiglie è quindi di confrontarsi per tempo con il proprio pediatra e di non aspettare che l’influenza inizi a circolare intensamente prima di pensare alla vaccinazione”.
Persone anziane e fragili: perché è importante agire per tempo
Nella popolazione generale l’influenza può risolversi, nella maggior parte dei casi, senza conseguenze importanti. Nelle persone fragili, anziane o affette da patologie croniche il quadro può essere molto diverso.
Per loro prevenire significa ridurre il rischio che un’infezione respiratoria comprometta un equilibrio clinico già delicato. Per questo l’avvio della campagna vaccinale rappresenta anche un momento importante di informazione e consapevolezza.
Medici, associazioni e istituzioni possono contribuire a favorire un’adesione informata alla prevenzione e a rendere più chiari i benefici della protezione.
“Per le persone fragili la vaccinazione non è un appuntamento da rimandare fino all’arrivo del freddo, ma un’opportunità di prevenzione da cogliere nel momento indicato – dichiara Mario Picozza, Presidente di FederAsma e Allergie ODV –. Chi vive con asma, allergie respiratorie o altre patologie croniche sa quanto un’infezione possa incidere su un equilibrio di salute spesso faticosamente raggiunto.
È importante quindi che i pazienti possano ricevere informazioni chiare, confrontarsi con il proprio medico e avere un accesso semplice e in sicurezza alla vaccinazione. Proteggersi significa ridurre un rischio evitabile e, allo stesso tempo, contribuire a proteggere le persone più vulnerabili che ci stanno accanto. Il nostro invito è a non aspettare il picco dell’influenza: la prevenzione comincia adesso”.
La prevenzione comincia adesso
L’inizio della campagna vaccinale rappresenta il primo appuntamento concreto con la nuova stagione respiratoria. La sua intensità potrà essere valutata progressivamente, seguendo l’andamento epidemiologico e la circolazione dei diversi virus.
Sul fronte della prevenzione, invece, è possibile agire fin da subito. Il clima può ritardare la percezione dell’inverno; il calendario della prevenzione non va rimandato.
VirusRespiratori continuerà a monitorare l’andamento di influenza, Covid-19, virus respiratorio sinciziale e delle altre principali infezioni respiratorie nel corso della stagione. L’obiettivo è offrire informazioni e aggiornamenti utili a favorire scelte consapevoli di prevenzione.
Più informazioni su: www.virusrespiratori.it
L’Osservatorio VirusRespiratori è reso possibile grazie al supporto incondizionato di CSL Seqirus e GlaxoSmithKline.


